Estate del 1962.
“Era un vento caldo chiamato SantAna. Io e i miei amici spesso dormivamo in macchina sulla spiaggia. Era il rumore del mare a svegliarci e, ancora prima dell’alba, sapevamo già se ci aspettava una giornata speciale.”
Vidi Un Mercoledì da Leoni al cinema nel 1978. Da quel giorno la mia vita non fu più la stessa. Fu il motivo per cui decisi che il surf avrebbe fatto parte della mia vita.
Quella storia raccontava molto più del surf. Raccontava amicizia, libertà, onde e il modo di vivere di un’intera generazione.
Quante notti, in quegli anni, io e i miei amici passammo all’addiaccio sui ciottoli di Banzai, intorno a un fuoco, emulando i protagonisti di quel film.
Questo è il potere delle grandi storie. Per qualcuno finiscono quando scorrono i titoli di coda. Per altri, invece, è proprio da lì che cominciano.
Ancora oggi Un Mercoledì da Leoni continua ad accendere la stessa scintilla, ispirando nuove generazioni di surfisti.
Alcune onde passano. Le grandi storie continuano a viaggiare, senza tempo.
Buone onde,
Spartaco
