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LA PAURA DELLA SHORT

LA PAURA DELLA SHORT

Per anni il mercato del surf ha semplificato un problema complesso: tavola grande uguale facile, tavola piccola uguale difficile. È un criterio comodo, ma tecnicamente insufficiente.

La facilità non dipende dalla misura. Dipende dalla compatibilità tra le linee idrodinamiche della tavola e il surfista che la utilizza.

Una tavola dovrebbe essere scelta considerando la struttura fisica, la distribuzione delle masse, il livello tecnico, la mobilità, le caratteristiche psicologiche, le attitudini motorie, il tipo di onde e gli obiettivi di apprendimento.

Quando questa compatibilità manca, il surfista inizia a compensare continuamente. Cambia assetto, modifica la remata, ritarda il take off, perde sensibilità e costruisce schemi motori inefficaci.

Per questo una tavola molto grande può risultare più difficile e faticosa di una tavola più piccola ma progettata correttamente.

La domanda quindi non è: *”Quanti litri?”* oppure *”Quanto è lunga?”*

La domanda è: *”Questa tavola mi sta aiutando ad apprendere oppure mi costringe a compensare?”*

Una tavola non è soltanto un attrezzo.

È uno strumento di addestramento.

Ogni sessione costruisce il tuo modo di surfare.

Scegliere la tavola sbagliata significa allenare errori permanendo molti anni ad uno scarso livello, con il rischio di consolidarlo per sempre.

Scegliere quella compatibile significa accelerare il tuo apprendimento e raggiungere la completa padronanza di tavola in parete.

Buone onde…

Spartaco

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