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DEFINIRE L’OBIETTIVO E’ STRATEGICO

DEFINIRE L’OBIETTIVO E’ STRATEGICO

Se vogliamo che il nostro processo d’apprendimento sia rapido e continuativo dobbiamo porci un obiettivo. Tutti lo hanno è scontato, “imparare a surfare!”. Ottimo, ma questo non è un obiettivo, bensì il risultato finale di una serie di obiettivi precisi.

Affinchè un obiettivo sia tale deve essere ben definito, chiaro, circoscritto, misurabile e conseguibile. Altrimenti non è un obiettivo. Deve essere annotato su un quaderno e assumere un ruolo prioritario nelle nostre sessions di allenamento.

La prima ora di surf deve essere dedicata con intensità alla sperimentazione e forzatura ai movimenti di una determinata tecnica o sotto-tecnica precisa, mentre la seconda ora siamo liberi di fare free surf, ma il cervello nonostante la seconda ora sia libera, farà quasi in automatico quello che abbiamo fatto durante tutta la prima ora, entrando nella fase subconscia di assimilazione della tecnica.

Ogni singolo obiettivo per essere raggiunto richiede da una a poche sessions, in base al grado di difficoltà dello stesso, per poi passare all’obiettivo successivo. Non servono mesi di surf per conseguire un singolo obiettivo ma pochi giorni. Se così non è, dipende semplicemente dal fatto che non siete stati in grado di “definirlo” con precisione e circoscriverlo ad una tecnica precisa, ma al contrario avete un obiettivo fumoso e composto da un insieme di tecniche più o meno complesse.

Faccio un esempio: imparare a fare il “Take Off” non è un obiettivo. Oppure imparare il Bottom Turn, non è un obiettivo. Questi sono i risultati finali di una serie di obiettivi. Per raggiungere un risultato finale come il Take Off è necessario il conseguimento di una serie precisa composta da 15 obiettivi, ovvero: “Assetto sulla tavola da sdraiati”, “Remata a braccio teso”, Utilizzo del dorsale”, “Inarcamento per aumento di potenza”, “Inarcamento antingavonamento”, “Gambe strette”, “Effetto ventosa”, “Girare la tavola da sdraiati one stroke”, “Remare obliqui all’onda”, “Timing con il picco”, “Intercettazione a distanza”, “Traiettorie d’intercettazione” “Riconoscimento delle tre velocità dell’onda”, Riconoscimento delle tre direzioni dell’onda”, “Sviluppo visivo a distanza”.

Questi sono obiettivi definiti, precisi, circoscritti, misurabili e conseguibili. Sono solo 15 obiettivi, non sono molti, si assimilano tutti in tre mesi surfando 6 volte al mese. In così poco tempo possiamo scavallare uno dei maggiori ostacoli del surf, il Take Off,  riuscendo a farne molti e di qualità, intesi questi come planata con entrata in parete e taglio dell’onda, non planata con entrata nella spuma (questi non sono take off, sono scivolarella che si fa anche con il materassino).

Seguendo il criterio degli obiettivi consequenziali, durante un buon inverno di surf, si susseguono rapidamente gli obiettivi e con essi si consolidano i risultati finali, che saranno tanto più evidenti quanto più li abbiamo acquisiti in poco tempo. I vostri amici se ne accorgeranno subito perché il vostro livello surfistico crescerà esponenzialmente mentre il loro resterà sempre pressoché uguale semplicemente perché ogni volta che vanno a surfare non sanno cosa fare, su cosa applicarsi precisamente, fanno sempre le stesse medesime cose e con esse ovviamente anche il loro livello resta sempre lo stesso. Non ci vogliono anni per imparare il surf, ci vuole solo intelligenza, forza di volontà, e applicazione di un metodo composto di tecniche precise.

Buone onde….aloha!

Spartaco

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