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GUARDA L’ONDA, GIRATI E REMA

GUARDA L’ONDA, GIRATI E REMA

Questo è tutto quello che un surfista sa. Attendi seduto sulla tavola che arrivi un onda, girati verso riva e rema con forza. Tutto qui? Non c’e altro? Esatto tutto qui! Non c’è altro che lui sappia di dover fare se non questo. Ma non vi sembra un po’ pochino, non vi sembra quasi il nulla. Ed infatti è il nulla, e lui nulla impara!

Si diverte, non v’è dubbio, il mare offre impagabili emozioni, ma non riesce dopo mesi o peggio anni ad imparare nulla apparte sperimentare grandi capitomboli, qualche bevuta dal naso, per gioire poi su poche preziosissime onde che presto negli anni si accorgerà non essere tali, bensì inutili spume. Il surf è un’altra cosa, prendere in una session un buon numero di onde in parete liscia surfandole up and down fino alla fine. E questo lo capirà presto, suo malgrado.

Ma è convinto che non riuscirci sia normale, che faccia parte del surf, perché è la penosa trafila che fanno tutti, che ci voglia molta pazienza e tanti anni, si aggrappa quindi a quell’onda rara, che più per merito di se stessa che non del suo surfista, lo ha messo qualche volta in parete per miseri quanto eterni 3/5 secondi. E così ad ogni mareggiata va ha surfare, ma in realtà non sa cosa va ha fare, se non quello che ha fatto nella mareggiata precedente, sempre le stesse identiche cose, le uniche cose che sa di dover fare, il nulla: “guarda l’onda, girati e rema”.

Il surfista dotato di raziocinio dovrebbe porsi una domanda:  se faccio sempre le stesse cose, e se queste tecnicamente sono il nulla, come posso sperare di imparare non sapendo neppure “cosa” è necessario imparare? Come posso pretendere di progredire se non assumo una preventiva precisa nozione tecnica su ogni singola pratica che in acqua tento di praticare? Non posso farlo! Ed infatti non lo fai, non progredisci. Ma così fanno tutti, e così ti adagi e va bene, anche le spume tutto sommato sono divertenti.

Certamente, ma arriverà il giorno in cui queste spume o similonde non ti daranno più nulla, il giorno in cui inizierai a dirti, anche io voglio la parete, anche io voglio surfare. Perché vuoi attendere anni per far arrivare quel giorno, anni di fatiche e soldi spesi senza imparare quasi nulla?

In nessuno sport si fa così, perché autopunirti, perché flagellarti nel panorama delle schiappe per anni, perché non incominciare invece intelligentemente un processo d’apprendimento adatto ad imparare subito le tecniche da poter applicare al posto del “nulla” che applichi adesso? Con un metodo scalare e progressivo, ogni sessione ed ogni mareggiata sarà un progresso, come si fa in qualsiasi sport? Ti esorto a sbloccare il cervello, l’organo più potente dell’essere umano, e quando non impari chiediti solo il perche? C’è un detto calzante: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Buone onde…

Aloha,

Spartaco

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